In un’intervista rilasciata a IlSussidiario.tv, il generale Maurizio Boni analizza le tensioni nel Golfo. Un attacco di Israele all’Iran prima delle elezioni o un aiuto diretto all’Arabia Saudita contro gli Houthi appaiono scenari poco probabili a causa delle vulnerabilità strutturali di Tel Aviv e dei limiti di Riad. Inoltre, le opzioni militari di Trump sono frenate dai costi economici (265 miliardi di dollari) e dalla scarsità di munizioni, mentre la Cina continua a supportare Teheran con forniture tecnologiche indirette. In questo quadro, l’Iran punta su una strategia di lungo periodo per ridisegnare gli equilibri mediorientali a scapito degli Stati Uniti.
