Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, al vertice UE-Unione Africana (ANSA 2025, Filippo Attili)
Il vertice Nato di Ankara si apre all’insegna della cautela per Giorgia Meloni, chiamata a prendere parte a un appuntamento importante per il futuro dell’Alleanza Atlantica mentre restano ancora sullo sfondo le tensioni con il presidente americano Donald Trump. Nonostante la presenza di molti esponenti del governo italiano alle celebrazioni organizzate dall’ambasciata statunitense a Roma per la Festa dell’Indipendenza, i rapporti personali tra i due leader continuano a essere descritti come freddi dopo le recenti frizioni.
Secondo indiscrezioni raccolte dal Corriere della Sera, nei giorni scorsi Meloni avrebbe avuto un colloquio telefonico con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, padrone di casa del summit in programma il 7 e 8 luglio. Nel corso della conversazione, la premier avrebbe auspicato una gestione dei lavori il più possibile concentrata sugli aspetti tecnici e operativi, con l’obiettivo di evitare che il vertice possa trasformarsi in un’occasione di contrapposizione politica tra Washington e gli alleati europei, ma soprattutto che Trump non abbia “momenti di ribalta politica“, scrive il quotidiano. Le autorità turche hanno confermato il colloquio, riferendo che i due leader hanno discusso delle relazioni bilaterali, delle questioni regionali e del prossimo summit Nato.
Trump ha ribadito negli ultimi giorni che parteciperà al vertice soprattutto per il rapporto personale con Erdogan, tornando al tempo stesso a criticare gli alleati europei per il livello delle spese militari e per il sostegno offerto agli Stati Uniti in alcuni scenari internazionali.
Secondo quanto riferisce ancora il Corriere, Meloni avrebbe intenzione di limitare al minimo i momenti di convivialità con il presidente Usa durante il summit, preferendo concentrare la sua attenzione sui principali dossier dell’Alleanza.
