Autovelox (Foto: ANSA/MICHELE GALVAN)
Si è finalmente concluso il lungo contenzioso legato agli autovelox, da più di un anno a questa parte al centro di un vero e proprio caos organizzativo dopo la decisione del Ministero dei Trasporti di aggiornare la normativa in modo da impedire ai Comuni di usare gli apparecchi come mero metodo per fare rapidamente cassa: il Ministero guidato da Matteo Salvini, infatti, aveva decretato che gli apparecchi, per essere utilizzati, devono rispettare determinati principi di omologazione, gettando nel caos i comuni.
Dopo il lungo iter di censimento degli apparecchi, poi, il Ministero aveva imposto lo spegnimento degli autovelox che non rispettavano i nuovi vincoli di omologazione, concedendo ai comuni il tempo necessario per aggiornare gli apparecchi e renderli – di fatto – legali: tempo che si è concluso nella giornata di ieri, quando sono tornati operativi più di 3mila apparecchi che erano stati spenti; mentre sembrano essere complessivamente 850 quelli non omologati sui quali si attende ancora la necessaria documentazione.
Esultano per la fine del caos degli autovelox sia l’Associazione delle vittime degli incidenti stradali – che in un comunicato ha ricordato che i velox non possono diventare strumenti per “fare cassa” e che anche i Comuni devono rispettare “le regole -, sia il Codacons: quest’ultimo, infatti, pur criticando “l’enorme ritardo” intercorso, ha commentato positivamente il nuovo decreto, ricordando che le multe devono essere “legittime” e coerenti con il Codice della strada.
