Luca Esposito
Si sono concluse dopo cinque giorni le indagini sull’omicidio del giornalista sportivo Luca Esposito, il cui corpo carbonizzato è stato trovato in un campo a Eboli lo scorso 19 luglio, in quello che era sembrato fin da subito un chiaro omicidio: già un paio di giorni fa, le attenzioni degli inquirenti erano finite sulla figura del 26enne Ridha Rahmouni, arrestato in un casolare abbonato dopo che aveva provato a opporre resistenza agli inquirenti.
A Ridha Rahmouni si era arrivati soprattutto grazie a due elementi, tra un’impronta digitale del 26enne trovava nell’auto di Luca Esposito e alcuni video che l’avevano immortalato mentre girava in bicicletta nei pressi del luogo dell’omicidio e successivamente si era scoperto anche che il suo cellulare si era agganciato alle medesime celle di quelle della vittima; mentre nel casolare è stato trovato anche il cellulare del giornalista e alcuni oggetti di valore che il 26enne gli aveva sottratto.
Stando alle primissime ipotesi – non ancora confermate dagli inquirenti, che si sono limitati a parlare di “forte lite” tra i due -, il movente dell’omicidio di Luca Esposito potrebbe essere sessuale: Il Mattino, infatti, riporta che il giornalista era solito offrire prestazioni sessuali a pagamento ad alcuni stranieri della zona, alle quali avrebbe voluto partecipare anche lo stesso Rahmouni, salvo vedersi respingere in più occasioni.
