Telegram (Foto: Pixabay)
Pavel Durov, inventore di Telegram, è finito nel mirino della Russia. Come vi scriviamo tramite le pagine de IlSussidiario.net Mosca ha emesso un mandato di cattura internazionale nei confronti dell’imprenditore nato in Russia ma con passaporto emiratino e francese. Le accuse nei suoi confronti sono quelle di sabotaggio e terrorismo e in poche parole, secondo quanto sostiene l’FSB, i temuti servizi segreti russi, Pavel Durov avrebbe favorito il reclutamento di agenti dei servizi segreti ucraini attraverso Telegram. Gli stessi che poi avrebbero dato vita a delle incursioni nel territorio russo con attentati, esplosioni e attacchi vari.
Pavel Durov non ha commentato tale notizia ma sulla sua pagina di X.com ha pubblicato una immagine eloquente in cui si vede lui mentre mostra il dito medio, forse un chiaro riferimento alla vicenda. Non è ben chiaro dove si trovi al momento il numero uno di Telegram, ma bisognerà comunque capire quale Paese recepirà il mandato di arresto tenendo conto che la Russia non ha così tanti amici sparsi per il mondo, soprattutto nell’occidente e soprattutto da quando ha invaso l’Ucraina.
Secondo quanto emerso negli ultimi tempi Mosca ha cercato di sopprimere i media e l’opinione pubblica limitando varie app e i social, e nel contempo cercando di diffondere di più la sua MAX, l’applicazione di messaggistica statale che però, secondo gli esperti informatici, non utilizza la crittografia end-to-end, e nel contempo utilizzerebbe i dati dei cittadini senza chiederne il consenso. Ricordiamo che Durov è stato più volte indicato come vicino a Mosca e a Putin negli ultimi anni ma la storia sembra raccontare qualcosa di ben diverso visto che, oltre alla notizia del mandato di arresto non bisogna dimenticare le pressioni che Mosca ha fatto nei suoi confronti per avere gli accessi di alcuni profili ucraini su Telegram, accessi sempre negati dallo stesso.
