L’intelligenza artificiale può simulare emozioni, mentre gli algoritmi orientano sempre più gusti e preferenze, ma fino a che punto la tecnologia può entrare nell’esperienza amorosa? Da questa domanda prende avvio “L’amore resiste? La provocazione dell’altro nell’era digitale“, incontro del Meeting di Rimini 2026 dedicato alle relazioni nell’epoca della trasformazione digitale.
L’appuntamento, realizzato con il sostegno di Tracce, è in programma oggi alle ore 19, all’Auditorium Intesa Sanpaolo D3 della Fiera di Rimini, e sarà trasmesso in diretta su IlSussidiario.tv.
Sergio Belardinelli, che ha insegnato Sociologia dei processi culturali all’Università di Bologna, e la sociologa Eva Illouz, che dirige l’École des hautes études en sciences sociales di Parigi, sono gli ospiti. Quest’ultima ha dedicato una parte importante della propria ricerca al rapporto tra emozioni e società contemporanea, analizzando anche i cambiamenti che hanno interessato l’amore e i legami sentimentali. Tra i suoi libri più noti c’è Perché l’amore fa soffrire, pubblicato in Italia da Il Mulino.
Marco Aluigi, vicedirettore della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS, modera il dialogo, che partirà dalla natura dell’incontro con l’altro, ritenuto nella sua libertà e imprevedibilità : proprio ciò che sfugge al controllo e alla programmazione può rappresentare, secondo la prospettiva proposta dall’appuntamento, il tratto distintivo di una relazione autentica.
Il tema assume così una particolare attualità davanti alla diffusione dell’intelligenza artificiale e delle piattaforme digitali. La questione riguarda quanto la tecnologia possa imitare emozioni o influenzare i desideri, ma anche ciò che rimane irriducibile nell’esperienza di due persone che si incontrano.
