La fragilità può diventare anche un’occasione per scoprire il valore delle relazioni e della cura, ed è attorno a questa prospettiva che si sviluppa “Amare la vita, sempre“, incontro del Meeting di Rimini 2026 che affida a diverse testimonianze il compito di raccontare esperienze nelle quali il limite non coincide con la rinuncia alla vita. Un momento dedicato a persone che, tramite la propria esperienza, testimoniano il valore della vita. L’appuntamento, in programma alle ore 21 all’Auditorium Intesa Sanpaolo D3 della Fiera di Rimini, è realizzato con il sostegno di Tracce e trasmesso in differita su IlSussidiario.tv.
Il confronto sarà coordinato da Chiara Locatelli, responsabile della Struttura Semplice dell’Unità Operativa “Comfort care perinatale e assistenza al neonato con malformazioni congenite” dell’IRCCS Policlinico Sant’Orsola di Bologna. Ad aprire l’incontro Marco Maltoni, direttore dell’Unità Cure Palliative Romagna e presidente dell’Associazione Sul sentiero di Cicely – Per le Cure Palliative APS, Medicina e Persona. Al centro delle testimonianze ci saranno quindi I Terconauti, con Damiano e Margherita Tercon e Philipp Carboni, Andrea e Rachele Puligheddu, genitori di Ettore, e Marco ed Elisa Pirini, impegnati nell’esperienza di Casa Famiglia a Russi della Comunità Papa Giovanni XXIII.
Esperienze familiari, assistenza e testimonianze pubbliche si incontreranno così attorno a una domanda essenziale: che cosa permette di riconoscere un valore alla vita anche quando è accompagnata dalla vulnerabilità? Il confronto metterà in primo piano la concretezza delle persone e delle loro storie, mostrando come la cura non riguardi solo gli aspetti medici, ma coinvolga anche la presenza, l’accompagnamento e la relazione.
Il tema assume una particolare rilevanza anche alla luce delle esperienze professionali di Maltoni e Locatelli, impegnati rispettivamente nell’ambito delle cure palliative e della medicina perinatale. Il loro contributo affianca quindi quello delle famiglie e dei Terconauti, creando un dialogo tra chi vive direttamente situazioni di fragilità e chi le accompagna sul piano assistenziale.
