Smartphone (Foto: Pixabay)
La Commissione europea prepara un’incisiva svolta contro la “giungla online” a tutela dei minori, con un provvedimento chiamato “Kids Act” e annunciato da Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell’Unione: l’idea è quella di fissare dei paletti stringenti per social network, videogiochi e chatbot di intelligenza artificiale, costringendo i colossi del web a dimostrare la sicurezza dei loro servizi.
Il piano – appunto – vieta l’accesso ai social sotto i 13 anni e prevede la possibilità di creare solo dei “mini” account controllati dai genitori tra i 13 e i 15 anni, limitando le funzioni che generano dipendenza e l’esposizione agli algoritmi ritenuti dannosi; mentre, dai 15 anni, sarà consentito un profilo autonomo, ma sempre protetto da rigorose tutele di sistema.
L’iniziativa raccoglie l’eredità delle pressioni di Paesi come Francia e Spagna e risponde ai dati allarmanti sull’uso di schermi e social da parte dei ragazzi, legati a problemi di ansia, sonno e cyberbullismo: forte del Digital Services Act – che minaccia sanzioni fino al 6% del fatturato globale per le aziende – Bruxelles ribadisce con fermezza la necessità di difendere i minori dalle logiche economiche delle piattaforme.
