Energia nucleare (Pixabay)
A quasi quarant’anni dal referendum del 1987, l’Italia riapre ufficialmente le porte all’energia nucleare: il Senato – infatti – ha approvato in via definitiva la legge delega sull’atomica sostenibile, presentata dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, che concede al Governo dodici mesi di tempo per delineare le regole sul ciclo di vita degli impianti; gettando le basi per sicurezza, autorizzazioni e smaltimento dei rifiuti radioattivi, ma anche per la promozione di reattori modulari di nuova generazione e la ricerca sulla fusione.
La premier Giorgia Meloni ha rivendicato il risultato sull’energia nucleare come una “scelta di buon senso e coraggiosa” per superare la dipendenza dalle importazioni estere e sostenere la decarbonizzazione: l’esecutivo mira a rendere operativi i primi impianti entro il 2034/35, anche se la palla passa ora ai decreti legislativi attuativi che dovranno definire nel dettaglio le misure compensative e il coinvolgimento dei Comuni; mentre le opposizioni mantengono forti perplessità legate ai costi, alla gestione delle scorie e ai lunghi tempi di realizzazione.
