Trump (Foto: Ansa)
Donald Trump ha ribadito che gli Usa non consentiranno all’Iran di avere il nucleare, perché la minaccia atomica di Teheran è rischiosa, e ha accusato il regime di rilanciare un programma che, a detta sua, comprende missili sempre più avanzati. Pur affermando di propendere per una svolta diplomatica, il presidente Usa mantiene l’opzione militare come leva negoziale e condiziona l’esito dei colloqui all’impegno dell’Iran appunto a non sviluppare mai armi nucleari.
Nel frattempo, predispone un massiccio schieramento di forze statunitensi nel Medio Oriente. Da parte sua, l’Iran respinge le accuse con toni duri, definendo le affermazioni statunitensi “grandi bugie” su programma nucleare, missili e proteste interne, e accusando la Casa Bianca di provare a giustificare la sua strategia diffondendo informazioni false.
Le tensioni fanno da sfondo a un nuovo round di negoziati tra Usa e Iran in programma a Ginevra, sotto mediazione dell’Oman, con le delegazioni che discuteranno un possibile accordo per evitare appunto un’escalation militare. Il dialogo, pur caratterizzato da diffidenze reciproche, è ritenuto da Teheran un’occasione di accordo, ma la situazione è ancora instabile: da un lato gli Usa innalzano un muro contro il nucleare, dall’altro l’Iran punta sul dialogo pur contestando le narrazioni della controparte, ma dal negoziato di Ginevra potrebbero emergere decisioni importanti.
