Elezioni USA (Ansa)
Si avvicinano le elezioni USA di midterm e con loro anche le voci riguardo un presunto piano che Trump starebbe maturando per dichiarare lo stato di emergenza prima del voto, in modo da limitare le possibili ingerenze esterne e garantire il pieno rispetto al volere degli elettori statunitensi: un piano anticipato da presunte fonti del Washington Post e che ha da subito – ovviamente – attirato pensanti critiche da parte del Partito democratico che lo ritiene un modo di Trump per forzare a suo favore il risultato delle elezioni USA, in un contesto in cui i sondaggi (anche dopo l’attacco all’Iran) lo danno fortemente in svantaggio.
Concretamente, secondo quanto riferisce il Washington Post, l’idea di Trump in vista delle elezioni USA sarebbe quella – appunto – di dichiarare lo stato di emergenza: così facendo verrebbero vietate le operazioni di voto per posta (utili soprattutto ai tanti elettori impossibilitati a recarsi alle urne) e l’uso di macchine automatiche gestite da società private; con l’obiettivo dichiarato di evitare delle sedicenti interferenze da parte della Cina.
Un piano – quello di Trump – singolare e che ha già attirato le accuse dei Dem di voler mettere in scena un golpe politico in vista delle elezioni USA, ma la cui origine (in realtà) è precedente ai pessimi sondaggi in seno al tycoon: già da mesi, infatti, il presidente aveva presentato il suo “Save Act” con il quale avrebbe voluto ripristinare le modalità di voto tradizionali, con gli elettori che avrebbero dovuto mostrare un documento ai seggi e il conteggio effettuato a mano (insomma, come in Italia); approvato alla Camera, ma bloccato al Senato.
