L'Unione Europea (Foto: Ansa)
Il Parlamento europeo ha approvato un rapporto che propone il primo piano casa europeo per affrontare la crescente crisi abitativa: non si introduce una legge, ma si dà un indirizzo politico a Commissione Ue e Stati membri per intervenire con misure concrete. In primis, l’Europarlamento riconosce che trovare una casa a prezzi accessibili è sempre più difficile in Europa, a causa dell’aumento degli affitti, della carenza di abitazioni disponibili e della crescita degli affitti turistici brevi.
Secondo le stime citate nel rapporto, nell’Unione europea mancano circa 10 milioni di abitazioni e negli ultimi anni i canoni di locazione sono cresciuti di oltre il 30%. Per questo il piano propone diverse linee d’azione: aumentare l’edilizia sociale e pubblica, ristrutturare edifici esistenti e recuperare immobili inutilizzati, ma si suggeriscono anche incentivi fiscali per facilitare l’accesso alla casa, soprattutto per le famiglie con redditi medio-bassi e per l’acquisto della prima casa.
Per quanto riguarda l’efficienza energetica degli edifici, si promuovono interventi per ridurre i consumi e contrastare la povertà energetica. Invece, sugli affitti turistici brevi la proposta è di arginarli. Non trascurabile l’input per snellire le procedure burocratiche, al fine di renderle più rapide per costruzioni e ristrutturazioni, con tempi ridotti per i permessi edilizi.
Durante il voto sono stati respinti gli emendamenti presentati dall’eurodeputata Ilaria Salis, che puntavano a depenalizzare l’occupazione di immobili vuoti e a rafforzare le tutele contro gli sfratti: è prevalsa la linea che difende il diritto di proprietà e condanna le occupazioni abusive.
