L'Unione Europea (Foto: Ansa)
La crisi energetica dopo lo scoppio della guerra in Iran rischia di mettere sotto pressione il sistema produttivo europeo, per cui l’Ue deve rivedere le regole fiscali previste dal Patto di stabilità, per permettere agli Stati di intervenire con maggiore forza a sostegno delle imprese. Il consiglio arriva da Gustavo Piga, professore all’Università di Roma Tor Vergata, intervistato su IlSussidiario.net.
Secondo il docente di Economia politica, l’Europa si trova davanti a una “tempesta perfetta”: all’incertezza sui dazi e alle tensioni commerciali si sommano gli effetti della crisi mediorientale, l’aumento dei costi energetici e la debolezza della crescita economica, quindi continuando ad applicare rigidamente i vincoli di bilancio, si rischia di frenare la capacità di sostenere l’economia.
Il tema è stato sollevato anche da Confindustria, che chiede a Bruxelles un cambio di passo: il presidente Emanuele Orsini ha ricordato che alcuni Paesi, come Germania e Francia, hanno già mobilitato ingenti risorse pubbliche per aiutare le imprese a fronteggiare il caro energia, invece altri Stati – tra cui l’Italia – restano più vincolati dalle regole fiscali europee.
Per Piga, la soluzione non può limitarsi a misure temporanee o a una semplice sospensione delle regole: serve una revisione strutturale del Patto di stabilità che consenta di usare la spesa pubblica come leva per rilanciare la crescita e sostenere gli investimenti; in particolare, interventi mirati potrebbero aiutare le imprese più esposte all’aumento dei costi energetici, evitando che molte di esse scompaiano dal mercato.
La sfida, conclude Piga, è trovare un equilibrio tra sostenibilità dei conti pubblici e capacità di reagire agli choc economici mondiali, visto che ora la stabilità dell’economia europea appare sempre più fragile.
