Supermercato (Ansa)
Il potere d’acquisto in Italia – certifica l’Istat e rivendica la premier Meloni – è al centro di una positiva crescita, con i dati del terzo trimestre del 2025 che segnano il terzo aumento consecutivo dopo i noti shock legati alla guerra in Ucraine e alla successiva crescita energetica: infatti, a settembre dello scorso anno l’Istituto statistico riportava un aumento del reddito delle famiglie di 7,6 punti percentuali, accompagnato a un recupero del potere d’acquisto pari a 1,8 punti percentuali rispetto al trimestre immediatamente precedente.
È, tuttavia, allargando il quadro che si nota una dinamica piuttosto singolare: nonostante il positivo aumento, infatti, lo scorso anno il potere d’acquisto degli italiani era del tutto identico a quello del 2005, segnale che si tratta di un recupero dopo un ventennio di costanti perdite legate a quattro differenti crisi esterne (dai Lehman Brother all’energia citata prima); con il reddito lordo delle famiglie che lo scorso anno era pari a 305,5 milioni e nel 2005 era – addirittura – di 306,6 milioni.
Una dinamica che si spiega solamente allargando lo sguardo anche all’interezza delle tematiche economiche: nel medesimo periodo di tempo, infatti, l’inflazione è cresciuta in modo variabile e costante e gli stipendi, nonostante abbiano subito la stessa dinamica, non sono riusciti a tenere il passo; tanto che tra il 2021 e il 2024 il costo della vita è aumento del 17,4% e i salari solamente di 8,4 punti percentuali.
