L'attentato al mercato di Maiduguri in Nigeria (X/Twitter)
Dopo diversi anni in cui il problema degli attentati kamikaze sembrava essere solamente un lontano ricordo per la Nigeria, la notte scorsa ha disseminato nuovamente il panico tra i civili, in particolare quelli residenti nella città di Maiduguri, capitale densamente popolata dello stato di Borno: una violenza che – secondo le prima ipotesi – sembra portare la firma dei terroristi di Boko Haram, ma con gli inquirenti che non escludono completamente neppure la pista dell’ISWAP, l’altro gruppo jihadista operativo nell’area.
Stando alle informazioni che arrivano dalla Nigeria, nella notte tra lunedì e martedì si sarebbero verificati a Maiduguri almeno tre attentati kamikaze, diretti contro il mercato ortofrutticolo locale, l’ufficio postale e l’ospedale universitario: complessivamente, i morti accertati sarebbero almeno 23 – ovviamente, purtroppo, tutti civili -, unitamente ad altre 108 persone che sono rimaste ferite a vario titolo.
Come dicevamo prima, allo stato attuale i tre attentati in Nigeria sembrano portare la firma inconfondibile di Boko Haram proprio per via della modalità (appunto, attacchi kamikaze) impiegata: l’ipotesi è che si tratti di una rappresaglia dei terroristi in seno al conflitto con l’ISWAP, utile – nell’ottica di Boko Haram – per dimostrare che l’altro gruppo terroristico non può rappresentare un’alternativa valida al potere governativo tradizionale.
