Energia nucleare (Pixabay)
Intervenuto sulle pagine de ilSussidiario.net, l’economista Carlo Pelanda ha riflettuto sull’importanza di un futuro in cui l’Unione Europea faccia affidamento soprattutto all’energia nucleare, gettando le basi di quello che definisce un “Fermi Project” che guiderà il futuro economico, energetico e ambientale del Vecchio continente: l’ottica proposta da Pelanda deve essere quella del “feedforward”, facendo sì che il futuro retroagisca sul presente, producendo già degli effetti positivi.
Per Pelanda è sicuramente positivo che l’UE abbia recentemente posto l’attenzione sull’energia nucleare, aprendo a un futuro in cui potrà liberarsi definitivamente di “petrolio e gas”, stimolando una “riconvergenza (..) tra ecoadattamento al cambiamento climatico e industria” che sappia anche creare un “impatto sistemico espansivo”: obiettivi, peraltro, già perfettamente raggiungibili con le “tecnologie esistenti”, come i mini reattori modulari.
Tuttavia, l’UE – sempre secondo Pelanda – deve fare anche qualcosa in più, magari iniziando a definire degli “standard macro comuni” sui programmi di energia nucleare dei 27, senza però strozzare la “concorrenza” tecnologica tra gli stessi: così facendo, già oggi si potrebbero “ridurre costi e vincoli per i sistemi carbonizzanti in fase di transizione”, chiarendo che entro il 2050 – o anche più tardi – l’Europa sarà interamente green dal punto di vista energetico.
