Il discorso di Trump alla Casa Bianca (Ansa)
In un periodo economicamente complesso per l’Unione Europea, Donald Trump sembra intenzionato a infliggere un’ulteriore batosta ai 27 con la decisione – che, probabilmente, verrà nuovamente bloccata dalla Corte Suprema – di aumentare i dazi che pendono sulle auto prodotte in Europa e vendute negli Stati Uniti; il tutto accusando Bruxelles di aver violato gli accordi precedentemente presi con la sua amministrazione.
Riavvolgendo il nastro, infatti, si ricorderà che dopo l’annuncio di Trump dei dazi a pioggia in seguito al suo insediamento alla Casa Bianca, von der Leyen riuscì a strappargli un accordo che li avrebbe fissati al 15% per la maggior parte dei beni prodotti in UE, in cambio di acquisti massicci di GNL: un accordo che – esattamente come per il restante pacchetto di tariffe commerciali – è stato poi stralciato dalla Corte Suprema che ha ritenuto illegittima la decisione di Trump.
Ora, nel pieno dello scontro diplomatico con l’UE per il mancato supporto nella fallimentare guerra in Iran, Trump è intenzionato a riportare i dazi al 25% sulle automobili, precisando che “l’Unione Europea non sta rispettando il nostro accordo commerciale”: durissima la reazione del Commissario europeo al Commercio – Bernd Lange – che ha chiesto a Bruxelles una risposta “con la massima chiarezza e fermezza” che non assecondi più gli umori altalenanti del tycoon.
