Germania: il cancelliere Merz (Ansa)
Sembra essersi aperto un possibile – durissimo – scontro diplomatico tra il cancelliere tedesco Merz e il presidente statunitense Trump, con l’attacco arrivato da Berlino nei giorni scorsi che non è passato inosservato a Washington: il tycoon, infatti, in queste ore ha accusato il cancelliere tedesco di “non capire niente” di quello che sta succedendo in Iran, invitandolo a pensare a “risanare il suo Paese in crisi” invece che a “interferire” con chi sta “eliminando la minaccia nucleare” a Teheran.
Al di là dello scontro, però, interessante è sicuramente soffermarci sulla (probabile) ragione che si nasconde dietro agli attacchi di Merz e per farlo dobbiamo sicuramente partire dal recente sondaggio bisettimanale pubblicato dal quotidiano Bild che certifica l’insuccesso politico del cancelliere: questi, infatti, risulta essere 20esimo nella classifica di gradimento dei 20 ministri tedeschi, toccando un punto che non è mai stato raggiunto neppure dall’impopolare precedessore Scholz.
Contestualmente, l’economia tedesca fatica a crescere (con le attese che parlano di appena 0,5 punti percentuali l’anno prossimo) e l’estrema destra dell’AfD conquista sempre più terreno nei sondaggi, ormai al 27% secondo le ultimissime rilevazioni: aggiungendo a questi dati il fatto che il 90% del popolo tedesco sostiene di non gradire Trump, è facile capire perché Merz abbia scelto di attaccarlo duramente, provando a cavalcare l’onda del consenso.
