Meloni e Nordio (Foto: Ansa)
Tiene banco il caso della grazia concessa a Nicole Minetti, ex consigliere regionale della regione Lombardia, condannata per sfruttamento della prostituzione. Come vi scriviamo su IlSussidiario.net il Fatto Quotidiano ha sollevato un polverone con una sua inchiesta, mettendo in dubbio il fatto che la grazia sia stata concessa per motivi leciti. Dal suo canto, la Minetti, spiega di aver adottato un bimbo in Uruguay che necessità di assistenza, ed ha voluto replicare al polverone che si è sollevato in questi giorni, parlando di “indebita esposizione per mio figlio”, aggiungendo di aver ottenuto la grazia in maniera del tutto regolare.
Il Quirinale – per spazzare via ogni dubbio – ha chiesto al ministero della giustizia di verificare che tutto sia stato portato a termine in maniera adeguata, e sulla vicenda è arrivata anche la risposta del presidente del consiglio, Giorgia Meloni, che ha confermato la piena fiducia in Nordio, sottolineando che l’iter che ha portato alla grazia di Nicole Minetti non registra alcun errore, in attesa poi di tutte le altre verifiche disposte. Un classico caso politico più che di reale giustizia, quello che sembrerebbe emergere e su cui ha detto la sua anche la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, che ha spiegato che tutti i documenti “saranno passati al setaccio”, ed eventualmente si potrà anche cambiare parere dopo le verifiche. Vedremo come si concluderà questa spinosa politica: Nicole Minetti torna al centro, suo malgrado, delle cronache.
