Lavoro (Foto: Freepik)
Il governo accelera sul lavoro con il nuovo decreto Primo Maggio, approvato dal Cdm: il provvedimento introduce incentivi alle assunzioni, nuove tutele e una stretta sui contratti non regolari, con una novità destinata a far discutere, perché i bonus saranno concessi solo alle aziende che garantiscono il cosiddetto “salario giusto”.
Al centro della misura ci sono gli sgravi per chi assume a tempo indeterminato giovani under 35 e donne: gli incentivi possono arrivare fino a 650 euro al mese per le lavoratrici e a 500 per i giovani, con un rafforzamento nelle aree della Zes unica del Mezzogiorno, ma l’accesso ai benefici è vincolato all’applicazione dei contratti collettivi firmati dalle organizzazioni più rappresentative.
Questo meccanismo introduce di fatto una forma di salario minimo “indiretto”: non fissato per legge, ma determinato dai contratti nazionali più diffusi. L’obiettivo è contrastare i cosiddetti “contratti pirata” e garantire retribuzioni più uniformi tra i lavoratori. Il decreto interviene anche sul rinnovo dei contratti per ridurre i ritardi cronici e tutelare il potere d’acquisto.: se entro un anno dalla scadenza non si raggiunge un accordo, scatterà un adeguamento automatico delle retribuzioni legato all’inflazione.
Spazio anche alle nuove forme di lavoro nel tentativo di contrastare fenomeni di sfruttamento e caporalato: per i rider e i lavoratori delle piattaforme digitali vengono introdotti obblighi più stringenti, come accesso tramite identità digitale, maggiore trasparenza sugli algoritmi e divieto di cessione degli account.
Secondo la premier Giorgia Meloni, il decreto rappresenta un passo verso un mercato del lavoro più stabile e di qualità, inserito in una strategia più ampia che include anche il taglio del cuneo fiscale. Il provvedimento, da circa un miliardo di euro, apre ora una nuova fase di confronto con sindacati e imprese.
