Global Sumud Flotilla (Ansa)
È andato a finire esattamente nel modo in cui tutti avevano ipotizzato nei giorni scorsi il secondo viaggio umanitario della Global Sumud Flotilla che era partita dalle coste europee con l’obiettivo di raggiungere quelle di Gaza: questa volta, però, c’è un’ulteriore aggravante, perché se il primo viaggio era stato bloccato nelle acque palestinesi controllate da Israele, questo è stato intercettato nel Mediterraneo, in acque internazionali, al largo delle coste di Creta.
Stando a quanto riferisce Israele, sono almeno 175 gli attivisti intercettati, con 21 delle 58 imbarcazioni della Global Sumud Flotilla che stanno venendo scortate in questo momento verso il porto israeliano di Ashdod dove – assicura il governo – verranno “espulsi” ai sensi della legge israeliana: dal canto loro, gli attivisti parlano di “pirateria” e sono già centinaia i cortei e i presidi permanenti organizzati in tutto il mondo per manifestare solidarietà nei confronti degli attivisti arrestati.
Non solo, perché anche i governi mondiali sembrano aver mal digerito l’esito della missione della Global Sumud Flotilla: la premier Giorgia Meloni, infatti, proprio in queste ore ha convocato Tajani, Crosetto e Mantovano per discutere dei prossimi passi dell’esecutivo, pubblicando una nota in cui chiede “l’immediata liberazione” dei 24 italiani “illegalmente fermati” dalla Marina israeliana e solide garanzie sul “rispetto del diritto internazionale” e “sull’incolumità fisica” dei nostri connazionali.
