Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, con Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia (Ansa)
L’Europa lascia aperto uno spiraglio all’Italia sulla possibilità di uscire prima del previsto dalla procedura per deficit eccessivo: una porta non ancora spalancata, ma neppure chiusa. E il governo prova a giocarsi fino in fondo la carta della revisione dei conti legati al Superbonus. A confermarlo è stato Valdis Dombrovskis, che ha rivelato a La Stampa di aver affrontato la questione con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il nodo riguarda il deficit italiano, fermatosi al 3,1% del Pil secondo i dati Eurostat, quindi sopra la soglia del 3% fissata dalle regole europee.
L’Italia punta però su una revisione autunnale dei dati definitivi, soprattutto per quanto riguarda l’impatto del Superbonus sui conti pubblici: se il disavanzo venisse corretto al 2,9%, Bruxelles potrebbe teoricamente valutare già quest’anno l’uscita dalla procedura. Dombrovskis non esclude questa ipotesi: “Teoricamente è possibile”, ha spiegato, precisando però che il deficit dovrà restare stabilmente sotto il 3% anche quest’anno. È questo il vero punto politico ed economico della trattativa.
Sul tavolo resta anche la richiesta italiana di maggiore flessibilità per affrontare la nuova emergenza energetica, ma Bruxelles continua a fare muro. La Commissione ritiene sufficienti le flessibilità già previste dal Patto di stabilità, come gli stabilizzatori automatici legati al rallentamento economico o all’aumento dei costi degli interessi. Nessuna apertura, invece, all’idea italiana di applicare alla crisi energetica una clausola simile a quella concessa per le spese militari.
