L'Unione Europea (Foto: Ansa)
Intervenuto sulle pagine de ilSussidiario.net, l’economista Giulio Sapelli ha tracciato la strada che l’Europa dovrebbe seguire per uscire dall’attuale crisi energetica che si è generata a causa dello scoppio della guerra in Iran, nell’auspicio che il Consiglio europeo faccia delle scelte coraggiose e alcuni passi indietro rispetto alle decisioni adottate negli ultimi mesi e anni, lavorando soprattutto su ETS, gas russo e patto di stabilità.
Secondo Sapelli, infatti, una revisione del meccanismo ETS servirebbe soprattutto a garantire all’Europa una “pluralità di fonti energetiche” in un periodo in cui scarseggiano, potenzialmente aprendo anche allo sfruttamento di “gas e petrolio” che si trovano nel sottosuolo europeo; così come altrettanto importante è cercare un nuovo dialogo con Mosca, certamente utile per quanto riguarda le forniture di gas, ma anche – e forse soprattutto – per “cercare di risolvere il conflitto in corso in Medio Oriente” data la sua vicinanza con Teheran.
Altrettanto chiaro – spiega ancora Sapelli – dovrebbe essere il fatto che, a fronte di crisi potenzialmente gravi come quella in Iran, l’Europa non può pensare di lasciare intatto così com’è ora il “Patto di Stabilità”, elaborando una “politica economica” che sappia gestire anche “lo sviluppo civile, l’energia e il cibo” e non solamente “la difesa militare”; specialmente nel caso in cui non si riesca a superare il tabù degli eurobond.
