Trump (Ansa)
È entrata ufficialmente nel vivo in queste ore la battaglia legale sull’abolizione dello Ius Soli negli USA, voluta (e fortemente sostenuta) da Donald Trump il giorno stesso del suo insediamento alla Casa Bianca nel gennaio dello scorso anno e immediatamente impugnata da diversi tribunali federali che l’hanno fatta finire sugli alti banchi della Corte Suprema e proprio in queste ore – appunto – i Giudici supremi si sono espressi in prima battuta sull’ordine esecutivo del tycoon.
L’orientamento – ancora provvisorio, con la partita vera e propria che si giocherà solamente il prossimo giugno – emerso dai giudici sull’abolizione dello Ius Soli sembra essere lo stesso già espresso dai tribunali federali “inferiori”, con l’ordine di Trump considerato lesivo del 14esimo emendamento della Costituzione che regola proprio il diritto alla cittadinanza acquisito per semplice nascita sul territorio statunitense.
Dal canto suo, Trump si è immediatamente scagliato contro i giudici con un post che ha condiviso sul suo profilo Truth, ricordando che gli USA sono “l’unico paese al mondo così stupido” ad avere questo tipo di regola sulla cittadinanza, definendo l’abolizione dello Ius Soli una semplice norma di buon senso dato che – a suo avviso – fu introdotto solamente per regolarizzare i figli degli schiavi durante l’epoca coloniale.
