Pizzaballa a Gerusalemme (Ansa)
Intervenuto sulle pagine de ilSussidiario.net, l’ex corrispondere Rai da Gerusalemme Filippo Landi ha riflettuto sul recente divieto, da parte di Israele, per il cardinale Pizzaballa che voleva raggiungere il Santo Sepolcro in occasione della Domenica delle Palme: un caso che, secondo il giornalista, va inserito nel più ampio progetto di Netanyahu e dei suoi ministri più intransigenti di estendere il controllo dello Stato Ebraico sulla totalità dei luoghi santi che si trovano a Gerusalemme.
Secondo Landi, infatti, quanto accaduto a Pizzaballa potrebbe essere un episodio simile agli iniziali divieti imposti ai musulmani di raggiungere la Spianata delle Moschee il venerdì che inizialmente “fecero scalpore”, ma che oggi sono diventati “consolidati”; parte – spiega il giornalista – di un piano ventennale con il quale Israele “punta allo spopolamento della Città Vecchia da parte di famiglie cristiane o musulmane”, con l’intento di sostituirle con famiglie di “fede ebraica”.
Allargando lo sguardo oltre al caso di Pizzaballa, infatti, Landi ricorda che – oltre al divieto per i musulmani che citavamo prima -, a Tel Aviv ci sono anche progetti per “ricostruire un tempio ebraico sulla Spianata”, così come alcune leggi “edilizie” puntano a indurre cristiani e musulmani ad abbandonare la Città vecchia; in parte sostenute anche da “fondazioni ebraico-americane che offrono di acquistare case o immobili” per poi offrirle a titolo gratuito a cittadini ebrei.
