Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica nel Governo Meloni (Ansa)
Lo crisi energetica per la guerra in Medio Oriente rischia di farsi critica anche per l’Italia: il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha avvertito che, in caso di blocco totale delle forniture, il Paese avrebbe riserve sufficienti per circa un mese.
Si tratta di uno scenario estremo, ma non più teorico, infatti il governo sta lavorando a un piano di emergenza, con una commissione dedicata a valutare le possibili contromisure, e tra queste non è escluso il ricorso a razionamenti energetici, anche se al momento non ci sono le condizioni per attuarli.
La crisi è dovuta al conflitto e, in particolare, al blocco dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per petrolio e gas, e i primi effetti sono già visibili: aumento dei prezzi dei carburanti e difficoltà negli approvvigionamenti, con segnali di criticità anche nel settore dei trasporti.
Il rischio maggiore è nel medio periodo: in caso di choc prolungato, il sistema potrebbe non reggere senza interventi straordinari, con possibili limitazioni ai consumi per famiglie e imprese. L’Italia, dunque, ha margini limitati e si prepara a scenari che sembravano remoti fino a qualche settimana fa.
