Mark Rutte, Segretario della NATO (Ansa)
In Europa cresce la preoccupazione per la possibile uscita degli Usa dalla NATO, al punto da spingere diversi Paesi a lavorare a un piano di riserva nel caso di un disimpegno americano. A svelare il retroscena è il Wall Street Journal, secondo cui l’ipotesi è ancora informale, d’altra parte sarebbero cominciate le valutazioni per garantire la capacità di difesa del Vecchio Continente anche senza il supporto diretto di Washington.
Il progetto, definito da alcuni come una possibile “Nato europea”, non mira a sostituire l’Alleanza, ma a renderla più autonoma e resiliente: l’obiettivo è rafforzare il ruolo degli europei nei comandi militari e integrare le capacità attualmente garantite dagli Usa, in particolare su intelligence, logistica e deterrenza.
Un passaggio chiave è stato il cambio di posizione della Germania, storicamente contraria a una difesa europea più autonoma: Berlino ha avrebbe aperto alla prospettiva, contribuendo ad accelerare le discussioni tra i partner. Il piano nasce anche in un contesto di tensioni geopolitiche crescenti, tra la guerra in Medio Oriente e le posizioni del presidente Donald Trump, che ha più volte messo in discussione il ruolo americano nell’Alleanza.
Ma restano nodi cruciali: l’Europa dipende ancora fortemente dagli Usa per capacità strategiche fondamentali, come il sistema di difesa nucleare e l’intelligence avanzata, per cui più che prepararsi a una rottura, l’Europa vuole evitare di farsi trovare impreparata.
