Proteste Iran anti-USA e Israele (ANSA-EPA 2026)
Sembra procedere lontana dai riflettori della cronaca la trattativa USA-Iran che dovrebbe portare a una soluzione pacifica al conflitto avviato lo scorso febbraio da Stati Uniti e Israele, con alcune voci (parzialmente) positive che sono giunte in queste ore proprio da Teheran: secondo presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, infatti, vi sarebbero stati “progressi” significativi nella trattativa USA-Iran, ferme restando le “divergenze significative” già emerse e Islamabad.
Secondo Ghalibaf, in queste ore i negoziatori sarebbero giunti a delle importanti “conclusioni su alcune questioni”, ma “altre” restano ancora completamente aperte, specialmente tra quei punti che “per noi non sono negoziabili e che non hanno trovato nessuna soluzione a Islamabad: la tregua si concluderà il prossimo 21 aprile e possiamo immaginare che – salvo nuovi colpi di coda da parte di Trump – assisteremo a un sua estensione.
Certo è che uno dei capitoli più complessi dietro alla trattativa USA-Iran resta la questione dello Stretto di Hormuz, aperto da Teheran dopo la tregua in Libano e chiuso qualche ora più tardi dopo la decisione di Trump di mantenere attivo il suo personalissimo blocco navale: una decisione che, secondo Ghalibaf, è stata “sciocca e stupida”, intimando al tycoon di revocare al più presto il suo blocco se vuole assistere alla ripresa del traffico attraverso lo Stretto.
