Aereo United Airlines (Ansa)
Sono stati – ovviamente – attimi di panico quelli vissuti dai circa 160 passeggeri del volo Chicago-New York sul quale, ieri pomeriggio, è scattato un vero e proprio allarme bomba, costringendo l’equipaggio e i piloti a deviare la rotta originale dell’aereo per atterrare d’emergenza all’aeroporto di Pittsburgh: l’idea è che si sia evitata una vera e propria tragedia, ma attualmente – e ci torneremo tra un attimo – non è ancora chiaro cosa effettivamente sia successo.
Stando ai racconti fatti da passeggeri ed equipaggio dall’aereo della United Airlines, l’allarme bomba sarebbe scattato in relazione a un ticchettio – descritto, addirittura, come un “beep al secondo” – incessante avvertito da alcune delle persone che si trovavano a bordo: non riuscendo a identificarne l’origine, i piloti hanno chiesto di poter atterrare a Pittsburgh in modo da mettere in salvo i passeggeri e permettere l’avvio di un’indagine sull’origine del suono.
Arrivi a Pittsburgh nel pieno dell’allarme bomba, i 160 passeggeri sono stati fatti evacuare tramite gli scivoli gonfiabili e le ali dell’aereo; mentre gli artificieri dell’FBI sono saliti a bordo per indagare sul presunto ordigno: dopo aver controllato tutti i bagagli e i singoli vali dell’aereo, però, non sono riusciti a identificare l’origine del ticchettio e – fortunatamente – non si è verificata nessuna esplosione; mentre l’indagine prosegue serrata.
