Iran: esplosione nello stretto di Hormuz (Ansa)
A ridosso di quello che sarebbe dovuto essere al contempo l’ultimo giorno della tregua decisa un paio di settimane fa e il primo del secondo round di negoziati per arrivare a una soluzione pacifica al conflitto, sembra tornare a crescere la tensione in Iran, già salita alle stelle nei giorni scorsi dopo la decisione di Trump di mantenere attivo il suo blocco navale, pur a fronte – in seguito alla tregua in Libano – della completa riapertura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran.
Proprio il blocco navale statunitense sembra essere all’origine delle nuove tensioni, con la marina USA che nelle ore scorse ha abbordato e sequestrato un’imbarcazione mercantile che batteva la bandiera dell’Iran, generando una nuova crisi diplomatica e (potenzialmente) militare: Teheran, infatti, avrebbe reagito – ma per ora non ci sono conferme indipendenti – con l’invio immediato di decine di droni kamikaze contro le navi statunitensi che di trovano a Hormuz.
Non solo, perché a causa del blocco navale statunitense, nella serata di ieri l’Iran ha anche precisato di non essere interessato a partecipare al round di negoziati proposto dagli USA, ritenendo il blocco illegale e un’aperta violazione (a maggior ragione dopo il sequestro odierno) della tregua: parole alle quali Trump ha reagito con la solita minaccia di distruggere ponti e infrastrutture energetiche di Teheran.
