Peter Magyar (Ansa)
Eletto con un chiarissimo mandato popolare solamente la settimana scorsa, il nuovo premier ungherese Peter Magyar sembra intenzionato a dare il via a una profonda e lunga stagione di riforme, già annunciata ancor prima di ricevere l’effettivo mandato governativo dal Presidente della Repubblica, con la consegna prevista per l’inizio di maggio: riforme – quelle promesse dal nuovo premier – che ambiscono a sancire una netta rottura con il passato rappresentato da Orban, riavvicinando l’Ungheria all’Europa dopo parecchi anni di attriti.
Non a caso, una delle primissime cose promesse da Magyar è una profonda rivoluzione della televisione pubblica, annunciando durante una dirette dall’emittente M1 (che possiamo vedere un po’ come la nostra Rai 1) la sospensione dei “servizi di notizie dei media pubblici”, accusando la stessa emittente di essere “una fabbrica di bugie” al servizio di Orban: l’obiettivo dichiarato è quello di creare una nuova televisione pubblica “indipendente, senza propaganda e imparziale”.
Non solo, perché Magyar ha già anche messo in chiaro che le sue primissime azioni di governo – e ricordiamo che di tratta di un premier di centrodestra, seppur sostenuto anche dal centrosinistra durante la campagna elettorale – ci sarà anche nuova politica sui rimpatri dei migranti e uno stop netto al “rilascio dei permessi di soggiorno [lavorativi] da chi proviene fuori dall’Europa”; oltre – ovviamente – a una serie di riforme sullo Stato di diritto, utili per rientrare nelle grazie economiche di Bruxelles.
