L'Avana (Ansa)
Le tensioni tra Usa e Cuba tornano a salire, evocando scenari che sembravano archiviati con la Guerra fredda, invece rischia di aprirsi un altro fronte, mentre si fatica a chiudere quello in Iran. Secondo fonti citate dalla stampa statunitense, l’amministrazione Trump starebbe intensificando in modo discreto i preparativi militari, lasciando aperta la possibilità di un intervento diretto contro Cuba. Il Pentagono, pur mantenendo un profilo prudente, si dichiara pronto a eseguire eventuali ordini presidenziali, a conferma di una macchina operativa già in moto.
Dopo l’azione statunitense in Venezuela e il crollo del sostegno energetico all’isola, Cuba sta attraversando una fase di grave difficoltà economica, aggravata da blackout e carenze di carburante, per cui le parole di Trump – che già nelle scorse settimane aveva lasciato intendere che “Cuba sarà la prossima” – acquisiscono un peso diverso, meno retorico e più strategico.
D’altra parte, il presidente cubano Miguel Díaz-Canel respinge le minacce e prepara il Paese a una possibile escalation: L’Avana parla apertamente di difesa nazionale e mobilitazione, accusandi gli Stati Uniti di portare avanti una politica ostile che rischia di destabilizzare tutta la regione. Le dichiarazioni del leader cubano, che promette resistenza anche a costo estremo, mostrano quanto il confronto sia ormai entrato in una fase critica, con il rischio di un pericoloso punto di non ritorno.
