Una nave britannica nello Stretto di Hormuz (Ansa)
La questione di Hormuz (e, in realtà , dell’intero Iran) sembra essere tutt’altro che risolta o prossima a una soluzione che permetta la navigazione della piccola strozzatura marittima mediorientale e la crisi energetica che sta investendo l’Europa è – di conseguenza – destinata a perdurare ancora a lungo: è in questo contesto che Stefano Cingolani, intervenuto in queste ore sulle pagine de ilSussidiario.net, l’azione dell’UE assolutamente inefficiente, incapace di frenare una crisi che rischia di trascinarci in un baratro.
Quanto sta accedendo a Hormuz, d’altronde, secondo Cingolani ha tutta l’aria di essere una “tempesta perfetta” piovuto sul Vecchio continente che ancora fatica a uscire dalla crisi economica pandemica e guardando alla recenti proposte di Bruxelles per scongiurare il crollo economico – secondo l’esperto – è evidente che si tratti della “solita ricetta della pezza monetaria” utile esclusivamente a “tamponare” la crisi, senza considerare minimamente la sua natura “strutturale”.
Ben più importante – per la crisi a Hormuz, ma non solo – sarebbe un ragionamento sul “mercato dell’energia” europeo, ipotizzando la creazione di “un’agenzia (..) responsabile della sicurezza” energetica, che goda di poteri tali da permetterle di racimolare “stock comuni al prezzo più conveniente”: una misura – conclude Cingolani – “d’emergenza industriale e strategica”, che abbandonerebbe l’attuale sistema “monetario e temporaneo” che ha già mostrato in più occasioni le sue lacune.
