I cinque italiani morti alle Maldive (web)
Si è conclusa in mattinata la complessa operazione di recupero dei corpi dei sub italiani morti alle Maldive, resa possibile soprattutto dall’aiuto del super team di esperti speleo-subacquei finlandesi composto da Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist: proprio questi, infatti, sono giunti sull’isola asiatica un paio di giorni fa e dopo una prima escursione di verifica delle condizioni della grotta, hanno individuato e riportato a terra gli ultimi quattro italiani.
Ieri erano stati recuperati i corpi di Federico Gualtieri e Monica Montefalcone, mentre oggi la missione dei finlandesi si è incentrata su Giorgia Sommacal (figlia 23enne di Monfalcone) e Muriel Oddenino: il recupero segna una svolta importante nelle indagini in corso da parte delle autorità delle Maldive per capire cosa effettivamente sia successo all’interno di quella grotta, grazie anche – e forse soprattutto – alle GoPro che alcuni dei sub italiani portavano con sé.
L’ipotesi più accreditata in questo momento – resa possibile dalle scoperte degli stessi finlandesi accorsi alle Maldive -, però, sembra puntare sul cosiddetto “effetto Venturi”, ovvero una forza di aspirazione che intercorre quando un fluido attraversa un restringimento: l’idea è che uno dei cinque italiani sia stato risucchiato e gli altri abbiano tentato di salvarlo, finendo bloccati nella grotta; oppure che tutti e cinque siano stati aspirati e non siano riusciti a uscire prima che l’ossigeno si esaurisse.
