Il discorso di Trump alla Casa Bianca (Ansa)
Nuova stretta dell’amministrazione Trump sull’immigrazione: la maggioranza delle persone che vorranno ottenere la “Green Card”, il permesso di residenza permanente americano, dovrà presentare domanda dal proprio paese d’origine, lasciando quindi il territorio statunitense durante l’iter di approvazione. Una decisione che rischia di avere ricadute pesanti su centinaia di migliaia di immigrati che già vivono e lavorano regolarmente negli Usa.
L’annuncio è arrivato dai Servizi per la cittadinanza e l’immigrazione degli Stati Uniti (Uscis), l’agenzia federale che gestisce l’immigrazione legale: secondo quanto comunicato, sarà possibile ottenere deroghe soltanto in “circostanze eccezionali”, senza però che siano stati chiariti criteri e modalità precise per accedervi.
Finora molte persone potevano richiedere la Green Card direttamente dagli Usa, senza dover rientrare nel paese di provenienza: questo è il caso, ad esempio, di lavoratori stranieri già impiegati regolarmente o di cittadini che si sono sposati con un cittadino americano. La nuova procedura obbligherà invece i richiedenti a rivolgersi ai servizi consolari delle ambasciate statunitensi nei rispettivi paesi d’origine: secondo molti osservatori, si rischia di rallentare i tempi, dal momento che gli uffici consolari dispongono di meno personale e risorse rispetto alle strutture che ora si occupano delle pratiche negli States.
Le ricadute potrebbero essere importanti anche sul piano sociale e familiare, perché molte persone potrebbero trovarsi costrette a lasciare temporaneamente il paese separandosi da familiari, partner o figli residenti negli Usa. Inoltre, esiste il rischio concreto che alcune domande vengano respinte, impedendo così ai richiedenti di rientrare negli Usa.
Il governo americano ha motivato la decisione sostenendo che il nuovo sistema servirà a evitare che persone con richiesta respinta restino irregolarmente nel paese. Zach Kahler, portavoce dell’Uscis, ha precisato che saranno previste eccezioni per chi rappresenta “un beneficio economico” oppure opera in settori considerati di “interesse nazionale”.
