Delitto di Garlasco, l'avvocato Massimo Lovati (Foto: Storie Italiane)
L’ex avvocato di Andrea Sempio, Massimo Lovati, andrà a processo per diffamazione. Come vi scrivevamo ieri sulle pagine de IlSussidiario.net, il noto penalista di Vigevano è stato rinviato ieri a giudizio dopo la denuncia presentata dallo studio degli avvocati Giarda. Tutta colpa delle parole che Lovati rilasciò a marzo dell’anno scorso, quando si intrattenne con i giornalisti dicendo che l’indagine del 2017 fu il frutto di una macchinazione, riferendosi al dna prelevato all’allora suo assistito, Andrea Sempio, tramite uno studio di investigazioni.
Parole che fecero infuriare i legali dello studio Giarda che presentarono appunto una denuncia. L’avvocato di Lovati, Fabrizio Gallo, aveva chiesto la sospensione in attesa che si capisse come si doveva procedere con l’indagine su Sempio, ma la richiesta non è stata accolta di conseguenza è stata stabilita la prima udienza il prossimo 14 settembre. Massimo Lovati, parlando con Storie Italiane, è apparso comunque tranquillo e sereno, si è detto pronto a difendersi nelle sedi opportune, e ha ribadito il suo concetto circa il fatto che quell’inchiesta su Sempio fu una macchinazione, ricordando anche che il Gup dell’epoca, Lambertucci, spiegò che quanto avvenne nel 2017 fu “un maldestro tentativo di riaprire le indagini” su Garlasco, e sottolineando che la consulenza di Pasquale Linarello sul dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi non ha alcun valore scientifico: “Quindi, quando io ho parlato di macchinazione, non avevo neanche troppo torto: quel processo l’ho vinto”.
