Alfredo Cospito (Ansa)
L’anarchico Alfredo Cospito dovrà restare per almeno altri due anni (potenzialmente ancora prorogabili) nel regime “duro” del 41-bis in virtù di una pericolosità ritenuta “attuale” dalla Cassazione che aveva avallato la proroga al regime carcerario per il 58enne disposta dal Ministero della Giustizia: a dirlo – naturalmente – sono i giudici del Tribunale di Sorveglianza di Roma che si sono trovati a decidere sul destino dell’anarchico su spinta di un reclamo presentato dal suo legale.
Facendo un passo indietro, è bene ricordare che Alfredo Cospito è attualmente l’unico anarchico ad aver ricevuto una condanna al 41-bis (precedentemente riservata solo ai mafiosi), resa necessaria – secondo i giudici – dal suo ruolo di leader della frangia insurrezionalista Rivolta Animale e Tremenda/Federazione Anarchica Informale (o, semplicemente, RAT/FAI): il regime duro è scattato nel 2022 e solamente lo scorso aprile era stata prorogata per altri due anni.
La ragione per cui Alfredo Cospito si trova al 41-bis – oltre, appunto, al suo ruolo di leader anarchico e al rischio che possa dare ordini ai sodali anche da dietro le sbarre – è legata soprattutto ai fatti della gambizzazione del dirigente della Ansaldo Nucleare nel 2012 e all’attentato (che non provocò vittime) contro la scuola allievi carabinieri di Fossano del 2006: fino ad oggi, tutti i suoi ricorsi contro il carcere duro sono sempre stati respinti.
