L'Unione Europea (Foto: Ansa)
Dopo mesi di insistenza – e un parziale “ricatto” legato alla partecipazione italiana al progetto SAFE per il riarmo europeo -, alla fine l’UE sembra disposta a cedere sul caro energia, concedendo a Roma quella tanto agognata flessibilità sul Patto di Stabilità che dovrebbe permettere di mettere in campo misure utili a contenere l’enorme boom nei prezzi energetici: un risultato – va detto – positivo, ma che sarà ufficializzato solamente nella giornata di mercoledì con il rischio che possano esserci ulteriori novità.
Stando alle attuali indiscrezioni, la linea abbracciata dalla Commissione UE sembra essere – appunto – quella della flessibilità sulle spese necessarie a contenere il caro energia: Roma aveva chiesto una sospensione parziale o totale del Patto di Stabilità, ma Bruxelles ha deciso di concedere solo una timida apertura che si inserirebbe all’interno della già presente clausola nazionale di salvaguardia, attualmente applicata solamente alla difesa.
L’ipotesi è che, per combattere il caro energia, l’Italia (ma anche gli altri Paesi) potranno spendere senza conseguenze sul Patto di Stabilità lo 0,3% del PIL – pari, grosso modo, a 6,5 miliardi di euro -, ma con un importante paletto: infatti, la Commissione sembra intenzionata a concedere l’uso di quei fondi solamente nel caso in cui vengano impiegati per degli investimenti, evitando sussidi che potrebbero rivelarsi controproducenti dato che aumenterebbero la domanda energetica in un momento di crisi.
