Chiara Petrolini (Foto: Ansa)
Per il tribunale che ha condannato in primo grado Chiara Petrolini, la 23enne accusato di aver ucciso i suoi due neonati dopo aver partorito in casa, la giovane era perfettamente lucida quando ha agito. Lo si capisce, come vi segnaliamo tramite le pagine de IlSussidiario.net, dalle motivazioni che sono state pubblicate proprio in queste ore in merito alla sentenza di cui sopra.
Ricordiamo che Chiara Petrolini è stata fino ad ora condannata per aver ucciso solo il secondo neonato, mentre per il primo ci sono solo dei sospetti, due morti che erano avvenute ad agosto 2023 e poi nello stesso mese dell’anno seguente, quando poi il caso esplose definitivamente. La difesa di Chiara Petrolini ha sempre sottolineato il fatto che la ragazza non fosse consapevole della seconda gravidanza, i giudici la pensano diversamente, tenendo conto delle numerose ricerche effettuate dalla giovane su internet – che erano anche diventate di dominio pubblico – senza dimenticare una “certa contezza” delle settimane di gestazione.
Chiara Petrolini ha quindi agito lucidamente e con determinazione, scrive ancora il giudice, nonostante riconoscano nella ragazza una certa “immaturità e fragilità”. L’obiettivo era quindi quello di partorire il figlio per poi eliminarlo attraverso una serie di condotte che non hanno trovato alcuna spiegazione logica. Un ritratto decisamente preciso quello fatto dai giudici che hanno condannato la ragazza in primo grado in attesa di capire come evolverà il dibattimento in Appello: non sarà affatto un processo semplice.
