Elezioni USA (ansa)
Le elezioni di Midterm del 2026 hanno infranto ogni record economico, superando – addirittura – le spese complessive delle ultime presidenziali del 2024: l’appuntamento elettorale, infatti, ha toccato la cifra astronomica di 11,6 miliardi di dollari in investimenti pubblicitari – dei quali circa 3,9 miliardi destinati specificamente alle corse per la Camera e per il Senato -, con la maggioranza delle risorse assorbita dalla tv generalista e dalle piattaforme digitali e un’accelerazione senza precedenti nei mesi di settembre e ottobre.
La mappa dei finanziamenti riflette il clima di forte incertezza e la strategia difensiva del Partito Repubblicano in vista della Midterm: il GOP, infatti, ha investito 2,1 miliardi di dollari contro gli 1,8 dei Democratici, concentrando quasi il 60% dei fondi negli Stati giudicati in bilico; più di un quarto delle risorse complessive si è – appunto – focalizzato sulle competizioni senatoriali in Ohio, Texas e Michigan, territori che avevano sostenuto il tycoon nelle presidenziali e che ora vedono i conservatori impegnati a difendersi dai Dem.
Emblematico della sofferenza repubblicana alle Midterm è soprattutto il caso del Texas, dove il GOP ha raddoppiato la spesa pubblicitaria rispetto agli avversari per tentare di arginare l’avanzata del democratico James Talarico, dato in vantaggio nei sondaggi in uno Stato storicamente rosso; mentre, pur di favore delle roccaforti in bilico, i vertici del partito hanno persino disinvestito in contesti ormai considerati compromessi, con i Democratici che puntano a sfruttare il momento per ribaltare il Congresso a loro favore.
