Impianti a fune, Dolomiti Superski (Foto: ufficiale)
Gli impianti a fune stanno diventando degli strumenti di mobilità sempre più importanti per le montagne, non soltanto durante la stagione invernale, così come per le città. Come vi segnaliamo sulle pagine de IlSussidiario.net parliamo di una leva strategica per valorizzare i territori montani, soprattutto nelle aree alpine più rurali e fragili, così come precisato da Valeria Ghezzi, numero uno dell’associazione degli esercenti funiviari.
Oggi ci sono in Italia 1.800 impianti che danno da lavoro a 15.000 persone, di conseguenza parliamo di una vera e propria azienda con risvolti economici e occupazionali importanti. Tradizionalmente erano legati solo al turismo invernale per poi restare fermi nel resto dell’anno, ma oggi “stanno ampliando il raggio d’azione”, precisa ancora Ghezzi, sottolineando come le funivie siano diventate delle “infrastrutture di mobilità sostenibile” utilizzabili tutto l’anno, quindi una soluzione – soprattutto in contesti complessi – accessibile e dal basso impatto ambientale.
Non solo, perchè le funivie consentono anche un turismo di maggiore qualità e più controllato, ricordando come le montagne abbiano bisogno di essere salvaguardate per loro natura, essendo ricchissime di flora e fauna. La presidente Ghezzi ha infine ricordato anche gli altri ambiti dove le funivie si sono rivelate molto utili, come ad esempio a Venezia con il People Mover, ma anche il collegamento con l’ospedale Milano San Raffaele, così come il Minimetroò di Perugia, a dimostrazione di quanto possano essere molto utili in contesti che non siano solo la neve o i passi montani.
