Attacchi israeliani in Libano (Ansa)
Con i colloqui tra Iran e USA che procedono – a dir poco – a rilento e una tregua fragilissima e ripetutamente violata da entrambe le parti in Libano, i bombardamenti organizzati da Israele a Beirut potrebbero diventare l’ennesimo tassello di una situazione mediorientale estremamente volatile, appesa a una piccola cordicella pronta a spezzarsi: una serie di raid – fanno sapere da Tel Aviv – in ritorsione all’uccisione di un soldato israeliano e al ferimento di altri tre da parte di Hezbollah in un attacco che si è registrato nei giorni scorsi nei pressi di Beaufort.
L’allarme sul bombardamento è stato lanciato in mattinata dalle autorità di Israele, che hanno fatto sapere che in giornata condurranno diversi attacchi contro gli “obiettivi terroristici” che si trovano nella periferia di Beirut: ovviamente – com’è facile immaginare – il panico nella popolazione è scattato immediatamente e l’esercito libanese è sceso in campo per coordinare l’evacuazione dei civili dei potenziali siti di interesse per Tel Aviv.
Naturalmente, sugli attacchi organizzati da Israele è immediatamente intervenuto anche l’Iran che sul territorio libanese guida le operazioni militari sfruttando il proxy di Hezbollah: Teheran, infatti, ha fatto immediatamente sapere che i Pasdaran sono pronti “ad agire in qualsiasi modo per aiutare il Libano e la resistenza libanese”, precisando che “il protrarsi [dei] crimini barbarici (..) non sarà tollerato dalle Forze Armate della Repubblica Islamica dell’Iran”.
