Il sequestro di Alberto Filippi (web)
È durato circa un’ora – apparsa sicuramente come un’eternità – il sequestro dell’ex senatore leghista Alberto Filippi che si è verificato nella tarda serata di venerdì scorso, appena dopo il rientro nella sua abitazione alle porte di Vicenza: un caso denunciato dallo stesso senatore, brutalmente aggredito (con una prognosi di 10 giorni) e derubato per svariate migliaia di euro; ma con la paura che resta il principale sentimento provato in quegli attimi.
Procedendo per ordine, secondo le ricostruzioni fatte dallo stesso Alberto Filippi, erano circa le 23 di venerdì quando un gruppo di quattro o cinque malviventi l’hanno raggiunto nel garage della sua abitazione, nascosti all’interno di un cespuglio: dopo una breve colluttazione, nel momento in cui gli hanno puntato una pistola al volo ha accettato di aprire le porte della sua abitazione, nella quale si trovavano anche la moglie e le figlie di 10 e 13 anni.
Alberto Filippi, a quel punto, è stato sequestrato all’interno di una stanza, minacciato con un cacciavite; mentre alla moglie e alle figlie è capitato lo stesso destino ma – fortunatamente – senza percosse: tutto sarebbe durato all’incirca un’ora, tempo in cui i malviventi hanno sottratto numerosi oggetti di valore, con l’ex senatore che ha stimato la refurtiva tra i 2,5 e i 3 milioni di euro, “frutto dei sacrifici di una vita messi da parte”.
