Stretto di Hormuz (Ansa)
Mentre il presidente USA Donald Trump sembra essere sempre più contraddittorio sul tema dei colloqui con l’Iran – con la scadenza della tregua che è stata prorogata, prima temporaneamente e successivamente a tempo indeterminato -, la tensione attorno allo Stretto di Hormuz sembra essere sempre più elevata: attualmente, infatti, il piccolo fazzoletto marittimo è completamente bloccato, sia dalla marina statunitense che non permette il passaggio delle navi iraniane, sia dagli stessi Pasdaran che bloccano qualsiasi altro tentativo di attraversamento.
Proprio in queste ore, non a caso, da Teheran hanno fatto sapere di aver ricevuto i primissimi introiti legati ai pedaggi imposti per gli attraversamenti di Hormuz, considerati da Trump (e non solo) completamente illegittimi e la principale ragione per cui ha deciso di imporre il suo blocco navale con la marina USA; mentre sono state durissime le minacce rivolte dal capo della magistratura iraniana, Mohseni Ejei, ai soldati statunitensi.
Infatti, Ejei è partito dal ricordare che i Pasdaran negli ultimi giorni hanno “messo in ginocchio” tre differenti navi che stavano provando ad attraversare Hormuz, precisando che “anche gli americani non osano avvicinarsi” dopo aver visto “cosa è successo ai loro due cosiddetti cacciatorpediniere all’avanguardia”: le Guardie della Rivoluzione – ha proseguito Ejei – restano “in agguato dalle grotte marine dell’isola di Farur” e, soprattutto, sono “pronte a scatenare il caos” nel caso in cui dovessero avvistare le “navi da guerra americane”.
