Taglio accise (Foto: Tg5)
Il governo ha deciso di prorogare il taglio delle accise sul gasolio fino al 10 settembre 2026. L’attuale misura scade il prossimo 5 settembre, leggasi uno sconto di 17 centesimi al litro, e l’esecutivo ha precisato, tramite il ministro dei trasporti Matteo Salvini, di aver deciso una mini proroga per altri cinque giorni. Dall’11 settembre in avanti, si adotteranno nuove misure, che al momento devono essere ancora decise, vagliate, perfezionate e ufficializzate, ma l’idea è quella di porre fine al taglio delle accise definitivamente dopo una spesa dell’esecutivo pari a due miliardi di euro.
L’obiettivo è quello di introdurre dei bonus mirati destinati prima di tutto alle persone più fragili ma anche e soprattutto a coloro che usano tanto carburante, a cominciare dalle ditte di autotrasporto. Salvini e la Lega insistono però che la misura vada in favore anche di coloro che sono a Partita Iva “Che non sono lavoratori di Serie B”, aggiunge il vice presidente del consiglio. Nel frattempo i prezzi alle pompe continuano a correre, con il gasolio che veleggia orma da settimane costantemente sopra il 2 euro, e di recente anche la benzina ha toccato questa soglia, benzina che ricordiamo, non è raggiunta da alcuna misura.
In attesa di capire quello che succederà la cosa certa è che dallo scorso 28 febbraio gli italiani hanno visto le loro tasche svuotarsi in benzina e gasolio, visto che dopo lo scoppio della guerra in Iran i prezzi sono schizzati alle stelle, toccando record che non si vedevano da anni. Le associazioni dei consumatori chiedono da settimane interventi più strutturali proprio tenendo conto del salasso subito dagli automobilisti del Bel Paese ma il governo italiano non ha al momento risorse importante per soddisfare queste richieste, di conseguenza bisognerà capire cosa succederà da qui al prossimo 11 settembre. La speranza, ovviamente, è che Teheran e Washington trovino la pace il prima possibile cosa che però non sembra al momento attuabile visto che Trump starebbe pensando ad una guerra di logoramento nei confronti dell’Iran, forte di 50.000 soldati presenti nel Golfo.
