Le tensioni nello Stretto di Hormuz mantengono instabile il mercato delle materie prime. Su IlSussidiario.tv, l’esperto Carlo Vallotto analizza il rimbalzo del petrolio verso i 74 dollari, avvertendo che superare i 75 indicherebbe un peggioramento geopolitico. L’oro si attesta sopra i 4.000 dollari, sostenuto dai massicci acquisti delle banche centrali in ottica di dedolarizzazione. Nel frattempo, l’alto prezzo del rame spinge l’automotive verso l’alluminio, mentre il caldo minaccia i raccolti di grano.
