Coca-Cola (pexels)
Nel già vasto patrimonio gastronomico italiano e toscano sembra poter rientrare anche un elemento apparentemente insospettabile, ovvero la famosissima bibita analcolica statunitense Coca-Cola: stando a quanto riporta il settimanale Toscana Oggi, infatti, in un monastero domenicano è stato trovato – quasi per caso – un fogliettino che sembra poter rappresentare una sorta di ricetta originale della famosa bibita, datato nella seconda metà dell’ottocento.
Nel foglietto – rinvenuto nel convento di San Marco durante i recenti lavori di riordino del patrimonio storico del monastero – si fa riferimento a quello chiamato “Elixir vinoso ricostituente” i cui ingredienti principali sono la coca boliviana e la noce di kola (appunto, gli stelli alla base della Coca-Cola) infusi, però, in un misto alcolico: si tratterebbe – viene scritto – di un tonico in grado di alleviare la stanchezza, il mal di testa e la debolezza.
Proprio il mix di coca e kola, poi, qualche anno dopo rispetto al fogliettino toscano furono impiegati dal farmacista americano John Stith Pemberton per creare il suo “French Wine Coca” che, nel 1886, divenne la base per il lancio della Coca-Cola: insomma, più di 30 anni prima rispetto al suo lancio ufficiale, la più famosa bevanda analcolica al mondo era già diffusa in Toscana, peraltro – spiega don Manuel Russo – ritenuta “uno dei prodotti più richiesti della farmacia dei frati”.
