Giallo della ricina (Foto: dal web)
Arriva una possibile svolta riapre nel giallo della ricina, legato alla morte per avvelenamento di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara, decedute durante le festività natalizie: le analisi del Robert Koch Institute di Berlino, infatti, hanno rilevato tracce della sostanza letale su alcuni dei 131 reperti sequestrati nella casa di famiglia, con una scoperta che rafforza l’ipotesi che il veleno sia stato maneggiato all’interno dell’abitazione.
I sospetti si concentrano sulla cena del 23 dicembre, quando madre e figlia avvertirono i primi malori che furono poi ricollegati alla ricina: a tavola quella sera era presente anche il marito di Antonella, ricoverato in condizioni lievi e privo di tracce di tossina nel sangue, con una discrepanza che gli esperti motivano con l’ingestione di una diversa dose di veleno.
Mentre la Squadra Mobile di Campobasso ascolta parenti e conoscenti per ricostruire la rete di contatti delle vittime, nel frattempo, le perizie definitive dovranno chiarire il vettore esatto della ricina: sebbene la pista dolosa appaia la più consistente, consulenti e tossicologi non escludono ancora del tutto l’eventualità di una tragica contaminazione accidentale con i semi della pianta.
