La Procura europea EPPO (Ansa)
Ammonterebbero a circa 25,83 miliardi i danni derivanti dalle frodi IVA e doganali commesse nel nostro paese, posizionandoci all’ultimissimo posto della classifica europea sull’affidabilità fiscale: a dirlo è l’ultimo rapporto stilato dalla EPPO (ovvero la Procura europea), nel quale si stimano un totale – su tutto il Vecchio continente – di circa 45 miliardi di euro evasi con le frodi ai danni del fisco.
Facendo due conti, dunque, appare presto chiaro che nella sola Italia vengano commesse più della metà (precisamente il 57%) delle frodi IVA dell’intero continente europeo, con la Procura che stima un aumento del 6 per cento rispetto allo scorso anno dal punto di vista dell’effettivo numero dei reati commessi: sono – non a caso – più di 300 le indagini attualmente avviate dalla EPPO, pari a un terzo di quelle complessive.
Sempre secondo i dati raccolti dalla Procura comunitaria, peraltro, emerge una sempre più chiara e ampia organizzazione da parte dei “furbetti” che commettono le frodi IVA, con un aumento dei reati connessi al riciclaggio di denaro sporco; mentre i settori maggiormente coinvolti sembrano essere quelle della vendita di auto usate ed elettronica di seconda mano, ma anche dei beni di lusso, dei prodotti farmaceutici e dei servizi online.
