Prezzi dei carburanti (Ansa)
Dopo i recenti aumenti rapidissimi dei costi del carburante, l’esecutivo Meloni si è messo al lavoro per trovare una possibile soluzione per ridurre l’impatto di quella che – allo stato attuale – sembra essere una vera e propria forma di speculazione da parte dei fornitori di benzina e gasolio: la strada ipotizzata sembra essere quella delle cosiddette “accise mobili” che dovrebbero ridurre l’impatto della fetta più consistente del prezzo che paghiamo ai distributori.
Esattamente come lascia facilmente intendere il nome, con le accise mobili si punterebbe a rendere modulabile il valore dell’impatto sul prezzo dei carburanti della tassa fissa – pari a più del 57% del costo vero e proprio -, sfruttando l’extra gettito derivante dall’IVA sui carburanti: la misura è stata ipotizzata per la prima volta nel 2023, ma fino a questo momento non si era mai rivelata concretamente necessaria.
Stimare attualmente l’impatto delle accise mobili sul costo dei carburanti è ancora difficile: l’esecutivo, infatti, punterebbe a una riduzione pari ad almeno 10 centesimi al litro, ma le simulazioni parlano di tagli tra i 4 e i 7 centesimi a seconda che si tratti di benzina o diesel ed è proprio per questa ragione che l’esecutivo è attualmente al lavoro per cercare altre forme di finanziamento per la misura oltre all’extra gettito.
